Cosa può succedere se non viene effettuata una regolare visita di controllo ai denti del giudizio da parte del proprio dentista?
Che problematiche possono verificarsi se non si conoscono le condizioni di ogni dente del giudizio e lo stato della loro crescita?
I terzi molari causeranno un semplice mal di denti oppure potranno provocare problemi ben più gravi?
La maggior parte delle persone hanno familiarità con il termine dente del giudizio incluso ed in generale, ne conoscono più o meno il significato.
Un dente del giudizio viene detto incluso se non può crescere naturalmente all'interno dell'arcata dentale rimanendo bloccato parzialmente o totalmente all'interno del tessuto gengivale o dell'osso e sviluppandosi in posizione anomala.
Gli studi ritengono che la ragione per la quale i nostri denti del giudizio hanno avuto questa evoluzione poco felice e problematica è perché la mascella dell'uomo nel corso degli anni è diventata di dimensioni sempre più ridotte.
Il motivo di questa modifica strutturale della mascella sta tutta nel cibo che mangiamo e nello stravolgimento delle nostre abitudini alimentari;in epoca preistorica, il cibo che l'uomo era abituato a masticare era più duro ed abrasivo richiedendo quindi uno sforzo maggiore da parte della mascella.
I denti del giudizio che non erompono completamente in arcata, rimanendo inclusi parzialmente o totalmente, possono provocare problematiche serie come carie ed infezioni che possono richiedere un intervento immediato in emergenza dentale.
Non riuscendo ad emergere, il dente del giudizio può fare pressione sui molari vicini facendoli diventare dolenti e sensibili o causare dolori alle gengive o alla mandibola.
Molte persone trascurano questi segnali trovando questo tipo di sintomi piuttosto facili da ignorare con l'aiuto di un antidolorifico; la speranza è che il dolore passi in modo da posticipare il più di possibile la visita dal dentista che, in tutta franchezza, può comunque essere non troppo economica.
Trascurando le condizioni dei terzi molari è possibile che la loro situazione degeneri con una infezione portando ad un dolore molto più forte ed ad un quadro clinico ben più serio.
La prima causa delle infezioni dentali è solitamente la carie non curata che, penetrando in profondità nel dente, può raggiungere la polpa provocando una grave infezione, con il conseguente dolore e tumefazione.
Molti pazienti sono sorpresi dal fatto che il loro dente del giudizio incluso possa soffrire di carie dentale; trovandosi sotto lo strato gengivale, il paziente è infatti portato a pensare che non ci sia un contatto diretto con gli alimenti e che il dente non possa quindi essere essere attaccato dai batteri.
I denti del giudizio parzialmente inclusi, crescendo obliqui con angolazioni più o meno accentuate tipicamente non hanno abbastanza forza eruttiva per emergere dal tessuto gengivale; è quindi possibile che si creino sacche tra la gengiva ed il dente (mucosa lassa) in cui il cibo può depositarsi e deteriorarsi.
Anche con la consueta igiene dentale, la pulizia di queste zone scomode da raggiungere può risultare difficoltosa facendo sì che i detriti di cibo rimangano per periodi lunghi; questa permanenza di cibo crea l'opportunità ad i batteri di attaccare queste minuscole particelle alimentari, inducendo la formazione di acido dannoso per lo smalto dentale.
Con il passare del tempo, se la carie non dovesse essere trattata, è molto probabile che intacchi i denti vicini e che il dente si infetti.
Quando l'infezione nel dente parzialmente erotto si diffonde al tessuto gengivale, questo fenomeno è noto come pericoronite.
La Pericoronite è una condizione per cui il tessuto gengivale si infiamma e si infetta provocando dolore pulsante e continuo.
Se l'infezione non è trattata, può portare allo sviluppo di un ascesso che, a seconda del grado di infezione, potrà essere molto doloroso estendendosi verso diversi settori della bocca e della faringe.
Come viene curata l'infezione dentale?
L'infezione deve essere pulita accuratamente dalle zone intorno al dente rimuovendo eventuale placca, tartaro e altri detriti dalla gengiva, attorno al dente del giudizio ed ai denti adiacenti.
In secondo luogo, a seconda della condizione del dente, il dentista deciderà se rimuovere o meno il terzo molare in modo da evitare che l'infezione si possa ripresentare.